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Storia

Quando nel 1999 iniziai gli studi universitari presso la Facoltà di Scienze Statistiche alla Sapienza di Roma non conoscevo ancora cosa fosse un attuario e quali sbocchi professionali potesse aprirmi.

Certo, non immaginavo nemmeno che a distanza di 21 anni la “popolarità” di questa professione, al di fuori del contesto assicurativo, è ancora ai minimi termini.

Sì perché siamo poco più di 1.000 in Italia ma in compenso abbiamo un Albo Professionale cui si accede dopo il superamento di un esame di stato. 

Appassionato di statistica e di probabilità ho tentato come tanti la fortuna applicando le teorie dei giochi ai concorsi a premi, ma ben presto ho preso atto che studiare mi “veniva meglio”. 

In realtà l’intuito di puntare sulla Laurea in Scienze Statistiche ed Attuariali a posteriori è stata una delle scelte più azzeccate; certo non facile, ma se oggi ho potuto fondare DIGITALEA è grazie a questo percorso.

Molti di voi si staranno ancora chiedendo “ma che fanno questi attuari”? 

Siamo esperti di valutazione dei rischi, o meglio siamo in possesso di competenze scientifiche in grado di “trasformare in numeri” ciò che apparentemente è astratto, come il possibile verificarsi di un evento avverso.

La nostra “zona di comfort” è sempre stata tradizionalmente quella delle Compagnie di Assicurazioni, dove la richiesta di attuari supera tuttora la disponibilità di mercato.

E allora cosa mi ha spinto a uscire da questa “zona di comfort”? Ho la risposta.

Ho sempre invidiato i lavori e le attività professionali capaci di stimolare una reazione empatica da parte del cliente finale, da “chef, che buono questo piatto” a “grazie avvocato, le sono grato”.

Inoltre, a ridosso dei miei 40 anni, con i primi quindici anni di libera professione ed esperienza alle spalle, era forte la voglia di poter fornire un contributo al sistema ITALIA per eccellenza, quello delle piccole e medie imprese e delle start up.

Perché credo fortemente che il Risk Management sia, ancora per i prossimi anni, la vera grande opportunità che gli imprenditori più ispirati possono cogliere.

Come tutte le opportunità, noi Risk Manager ne parliamo spesso fino alla noia, arriverà il momento in cui una diffusione più capillare non produrrà più gli stessi vantaggi competitivi che è in grado di generare oggi.

Spero a quel punto di aver “fatto del bene” a molte imprese avendole aiutate a crescere attraverso semplici consigli tratti dall’esperienza di questi anni maturata in grandi realtà.

Ultimo dettaglio non trascurabile: il risk management mi diverte, e in genere i clienti se ne accorgono dalla passione che metto sul tema.

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